Ancona torna a raccontarsi attraverso il Palio, una rievocazione che affonda le radici nel XII secolo, quando la città resistette all’assedio di Cristiano di Magonza durante l’epoca di Federico Barbarossa. È in quel momento che nascono i rioni, le suddivisioni urbane che ancora oggi definiscono l’identità cittadina. Al centro della memoria collettiva c’è il gesto di Stamira, la donna che uscì dalle mura per incendiare le macchine d’assedio nemiche, simbolo di coraggio e unità civica.
La gara unisce corsa e mare in un’unica sfida. Sei chilometri di staffetta podistica con cambio del testimone ogni mille metri e un tratto finale di un chilometro e mezzo a remi su imbarcazioni identiche. Partenza e arrivo sono in Piazza della Repubblica, dove l’ultimo staffettista consegna la fiaccola alla Dama del proprio rione. L’accensione del braciere, in ricordo di Stamira, decreta il vincitore che custodirà per un anno la statua della stessa eroina, il Palio cittadino.
I rioni coinvolti sono quattordici, da Capodimonte al Drago, dagli Archi a Posatora, fino ai Castelli, ciascuno con i propri colori e simboli. La manifestazione si apre a fine agosto con la Cerimonia di Investitura e la Consegna delle Bandiere, mentre il 27 settembre la città si anima con la sfilata storica lungo il Corso, l’accampamento medievale in Piazza Cavour, giochi per i più piccoli, stand gastronomici e le attività curate dai gruppi di rievocazione.
La gara parte nel pomeriggio, in accordo con la Capitaneria di Porto, e la premiazione chiude una giornata che unisce storia, sport e comunità. Il Palio è organizzato dalla Crux Dorica con Uisp Ancona e alcuni cittadini, con il sostegno del Comune di Ancona. Dalla prossima edizione nascerà un ente dedicato, segno della volontà di rendere questa rievocazione un appuntamento stabile nel calendario cittadino.